Cresce in Italia il turismo “abusivo”

Oltre metà delle presenze turistiche nel nostro paese nel 2016 non è passato attraverso strutture ricettive regolari. E nel 2017 il fenomeno è cresciuto ulteriormente dando vita ad una vera e proprio emergenze secondo Assoturismo.

L’abusivismo colpisce sempre di più anche il turismo: nel 2016 su quasi 400 milioni di presenza registrate da ISTAT nel nostro paese meno della metà (175 milioni) sono state assorbite da strutture inserite nel sistema ricettivo ufficiale. Una quota di presenze ben superiore (225 milioni) risulta infatti presente nel nostro ma non registrata nelle strutture ricettive. A stimare questo dato preoccupante è il Cst (Centro studi sul turismo dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano)  che su incarico di Assoturismo ha elaborato le indicazioni emerse dall’analisi dei flussi turistici elaborata a campione da Banca d’Italia sui turisti stranieri in Italia e sui dati Istat per Viaggi e Vacanze degli Italiani da un lato e le presenze  effettivamente registrate nelle strutture ricettive ufficiali (sempre dati Istat) dall’altro. Dal confronto emerge una sorta “Tourist Gap” equivalente a 225,6 milioni di presenze fantasma. I responsabili? Secondo Assoturismo solo una piccola parte di questo fenomeno è dovuta all’utilizzo di seconde case di proprietà, mentre  il grosso delle presenze fantasma si è realizzato tramite “affitti in nero, b&b abusivi e altri operatori irregolari, frequenti soprattutto nel turismo religioso ed aziendale”

E quest’anno le cose non sembrano essere migliorate limitando fortemente di fatto  le ricadute positive per gli operatori  di una stagione che ha registrato flussi turistici in aumento in ogni parte d’Italia. Secondo i dati campione di 2.350 strutture ricettive analizzate dal CST quest’estate si è registrato un aumento di oltre 7,6 milioni di pernottamenti (+3,7%) e di oltre 1,9 milioni di arrivi (+4,1%) ma pure essendo dati positivi si tratta di numeri molto inferiori a quelli registrati dalle presenze irregolari. In conclusione, nel nostro paese circolano ogni estate almeno 250 milioni di persone al di fuori dei circuiti regolari di ospitalità generando un danno notevole per tutti: per l’erario in primo luogo – che perde milioni di euro di gettito – per la salute pubblica e la sicurezza degli stessi turisti che si trovano all’interno di strutture inadeguate e ad avere a che fare con fornitori di servizi impreparati dal punto di vista professionale ma soprattutto rischia di avere conseguenze molto pesanti per l’intero settore dell’accoglienza del sistema Italia.

pubblicato il 27/09/2017

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