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Curiosità. Come si conserva il tartufo

La breve stagione del prezioso tubero è oramai alle porte e ogni anno si riaccende puntualmente il dibattito per riuscire a conservarne nel modo migliore l’impareggiabile aroma. Segnaliamo allora questa curiosità rinvenuta tra le pagine di “Italia Squisita” che intervista lo chef Tano Simonato del ristorante “Tano passami l’olio" di Milano che racconta qual è secondo lui il modo migliore per conservare i tartufi crudi (evitando quindi procedimenti che ne alterino il sapore come l’immersione in olio, l’essiccazione, ecc.). Per Tano “Il tartufo va conservato nella lana, possibilmente di ottima qualità. Il motivo è semplice: la lana è l’unico modo per conservare l’umidità, come si comportano i beduini nel deserto, che per non disidratarsi si coprono con coperte di lana. Anche la lana ha bisogno di essere asciugata almeno ogni 2 giorni. La temperatura non deve superare gli 8°C e non deve andare sotto lo 0°C. Il tartufo non è un fungo anche se ha spore e non è un tubero perché non ha radice. Anche se è un Ipogeo della famiglia dei funghi, ha spore diverse e non sale in superficie”. L’articolo su Italia Squisita.

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