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Tutto è pronto per l'apertura di Eataly a New York

Trecento nuovi assunti (tra macellai, sommelier, direttori dei ristoranti, mozzarellai, ecc.), 7 ristoranti (uno per la carne, uno per il pesce, uno specializzato in pasta e pizza, uno vegetariano, una paninoteca e una birreria-gastropub), un supermercato gastronomico di oltre 7.000 metri quadrati collocato in una delle aree più centrali di New York (all'incrocio tra la “Quinta” e la “Broadway”) e un totale di 20 milioni di investimento. Questi in breve i numeri di Eataly New York, la versione americana dell'omologa iniziativa torinese divenuta ormai un punto fermo delle proposta enogastronomica italiana di qualità, la cui apertura è prevista per la fine del prossimo mese di agosto. Nella sua impegnativa americana Oscar Farinetti, il patron e ideatore della formula vincente  di Eataly (che tra l'altro ha in programma di aprire per il prossimo anno anche un nuovo mega store romano) non è da solo dato che l'investimento è condiviso con un prestigioso socio americano la B&B Hospitality Group, la società di proprietà dei ristoratori di origine italiana Mario Batali, Lidia Bastianich e Joseph Bastianich - proprietaria tra l'altro - del ristorante Del Posto associato a Le Soste. La filosofia di Eataly New York sarà in tutto e per tutto simile alle omologhe iniziative già aperte dal gruppo nel nostro paese (oltre a Torino, Bologna, Asti, Milano e Pinerolo) anche se lo store americano sarà di gran lunga il più grande). Per l'approvvigionamento e lo stoccaggio dei prodotti dall'Italia c'è un magazzino in Manhattan, mentre frutta e verdura verranno acquistati dai farmer's market intorno a New York. Anche i prezzi dei prodotti e dei servizi dovrebbero rimanere piuttosto contenuti (una pizza in media dovrebbe costare sui 12 dollari).

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